Altero Matteoli, Fi: già fatto l’accordo sul territorio in vista delle amministrative
Altero Matteoli, in Forza Italia lei è senatore e guida anche il comitato per le elezioni amministrative. In primavera il centrodestra marcerà unito?
“Sul territorio le cose non stanno andando male. C’è stato un passo avanti in più della metà dei 26 Comuni capoluogo in cui si voterà, l’accordo con Lega e Fratelli d’Italia c’è già. Adesso con il mio omologo del Carroccio, Giancarlo Giorgetti, e con il delegato di Giorgia Meloni, speriamo di chiudere sul resto”.
Peccato che a livello nazionale la situazione non si sblocchi.
“Non c’è alternativa all’unità della coalizione. Con la Lega la sintesi l’abbiamo sempre trovata, anche se il lepenismo in Italia non può vincere”.
Per il centrodestra è meglio la coalizione o il listone?
“La coalizione. Per fare un listone unitario ci vorrebbe un fenomeno…”.
E se la legge elettorale, che adesso attribuisce il premio di maggioranza alla lista, non cambia?
“In quel caso bisognerebbe provare a fare il listone, raccattando tutto il possibile…”.
Meloni chiede agli alleati di sottoscrivere una clausola anti-grande coalizione con il Pd. Lei la firmerebbe?
“Non potrei non farlo. Sono toscano e di destra: l’accordo con il Pd è contrario alla mia storia. Ma poi: se Forza Italia non accettasse una clausola del genere chi ci voterebbe?”
A proposito di Forza Italia: primarie si o no?
“Con la mia fondazione ho organizzato, per il 1° marzo, un convegno dal titolo Il centrodestra verso le primarie? Ci saranno Meloni, Matteo Salvini, Giovanni Toti, gaetano Quagliariello e Mario Mauro”.
Quindi la risposta è: primarie si?
“Non sono mai stato innamorato delle primarie. In Alleanza nazionale non ne avevamo bisogno: convocavamo l’ufficio politico e decidevamo. Oggi i partiti non hanno questa capacità, quindi dico: confrontiamoci e vediamo”.
In Forza Italia c’è sempre stato Silvio Berlusconi a decidere per tutti.
“E per troppo tempo ci siamo abituati , soprattutto quelli di noi che sono nati politicamente in FI, a dire: Tanto poi arriva Berlusconi e risolve tutto. Oggi non può essere più così”.
Suona come una critica all’attuale organizzazione del partito.
“Non suona: è una critica. Abbiamo tutto per tornare a vincere, ma Forza Italia deve tornare ad assumere l’iniziativa. Il partito si deve dare una spinta: adesso è tutto rimesso alla generosità dei singoli. Sento sempre parlare di leadership, pensiamo invece a tornare sul territorio. Buttiamo giù sei punti con le nostre proposte e giriamo l’Italia”.
Come si sana il deficit organizzativo del partito?
“Abbiamo bisogno di un coordinatore a tempo pieno. Come erano Claudio Scajola e Denis Verdini. Bisogna lavorare perchè torni una figura di questo tipo”.
Ha in mente qualche nome?
“Anche se ce l’avessi, non lo direi per non bruciarlo. E comunque deve essere Berlusconi a sceglierlo”.
Per qualche tempo è andato di moda il “papa straniero”…
“I papi stranieri non hanno mai fatto bene a Forza Italia. Tutte le volte che è stato tentato di buttare dentro un nome proveniente dall’esterno, penso a Stefano Parisi, la nostra classe dirigente, che è capace, ha reagito male”.
Tommaso Montesano
(da Libero, 9/02/2017)

