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UN NUOVO CENTRODESTRA UNITO E’ POSSIBILE

dicembre 17, 2014
by Staff
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di Altero Matteoli

ministro-altero-matteoliLa fine dell’ anno è tempo di consuntivi. Proviamo a farne uno sul versante degli avvenimenti politici ed istituzionali. Il 2014 è stato un anno caratterizzato dall’insediamento del terzo governo consecutivo non eletto dagli italiani, come si dice in gergo politico. Dopo Mario Monti, che a fine 2011 aveva inopinatamente sostituito Berlusconi scelto nel 2008 a larga maggioranza dagli italiani e mai sfiduciato dal Parlamento, e dopo Enrico Letta, anch’egli non espresso dal popolo, a palazzo Chigi è arrivato il neo segretario del Partito democratico, Matteo Renzi. Non ci attardiamo nei dettagli per ricordare le modalità, spicce e inconsuete, con cui l’ex sindaco di Firenze ha spodestato Letta ma è una realtà che l’Italia sia guidata dal terzo governo di fila non legittimato dal voto. Viene da pensare: cosa sarebbe accaduto in questo Paese, che cosa, in particolare, avrebbero scatenato i media, se queste operazioni, che hanno portato al potere prima un tecnico e poi due uomini della sinistra, fossero state realizzate da un esponente del campo avverso? Non osiamo neppure immaginarlo e, probabilmente, l’inquilino del Quirinale non avrebbe neppure consentito ad un uomo di destra di provare la scalata di palazzo Chigi senza il consenso popolare. Sottolineiamo queste circostanze perché esse rappresentano un vero e proprio vulnus per la democrazia, totalmente misconosciuto dagli osservatori politici mentre non viene considerato dagli studiosi del diritto costituzionale che pure abbondano in Italia e che discettano all’infinito sull’importanza e sulla necessità del rispetto delle regole democratiche.

Renzi si insedia al governo nel febbraio 2014 e da allora è stato un susseguirsi incessante di promesse mirabolanti, elargite agli italiani attraverso un abile sistema di comunicazione pirotecnica teso a creare facili consensi ma, in effetti, con risultati concreti per il Paese molto vicini allo zero. Eppure, l’ex sindaco fiorentino è riuscito, con spregiudicato attivismo e soprattutto con il bonus degli 80 euro, venduti come panacea per tutti i mali e fatti arrivare per decreto in busta paga il venerdì prima delle Europee, a ‘conquistare’ larghe fette di elettorato. Un’operazione che gli è valso in dote un successo insperato e non preventivato per tenere in scacco il suo partito, ridotto ad approvare, acriticamente e quasi in silenzio, la sua linea politica e di governo nelle patetiche e scontate assemblee in diretta web. E finora la malconcia minoranza Pd non è riuscita a contrastare in alcun modo Renzi, frenata ed impaurita da eventuali elezioni anticipate che provocherebbero la sua decimazione nel Parlamento. Renzi ha inoltre potuto contare nel suo cammino su una stampa prona ai suoi proclami, che spesso riesce persino a trasformare i meri annunci in fatti realizzati. Parti di quella informazione che, però, da ultimo e dopo una lunga ed immotivata luna di miele, cominciano seppur tardivamente a prendere le distanze dal ciclone Renzi avendo verificato che ai reiterati annunci non seguono fatti tangibili.
L’avvento di Renzi sulla scena politica ed istituzionale è stato vissuto – lo diciamo con tutta onestà – in modo passivo e con atteggiamento soccombente dal centrodestra che invece di unire le fila per contrapporsi con credibilità al novello messia della sinistra si è irresponsabilmente diviso lasciandogli campo libero.

Purtroppo, sulle non brillanti performance elettorali di Forza Italia e del centrodestra hanno influito in maniera certamente pesante, le vicissitudini del leader Silvio Berlusconi, privato della piena agibilità politica, e probabilmente anche il cosiddetto “Patto del Nazareno” sulle riforme costituzionali, siglato a più riprese tra Berlusconi e Renzi, ha nuociuto all’azione di opposizione di Forza Italia in Parlamento. Votare insieme con il Pd le riforme ed opporsi alle politiche dell’esecutivo del tutto prive di incisività rispetto ad una crisi così violenta che affama un numero crescente di nuclei familiari e che fa chiudere centinaia di aziende, non si è rivelata finora una strategia politica apprezzata dagli elettori. I dati macroeconomici tutti negativi e sulla crescente ed inarrestabile disoccupazione hanno poi fatto il resto.

Che fare dinanzi a questa situazione per nulla esaltante e sconfortante anche sul piano della prospettiva politica? Bell’interrogativo. Ma noi che amiamo la politica con la P maiuscola abbiamo il dovere di una risposta. Pensiamo che serva in ogni modo provare a gettare le basi per un nuovo centrodestra e a tal fine è necessario, in primo luogo, ricercare l’unità fra le forze che non si riconoscono nella sinistra. Siamo convinti che se sapremo privilegiare gli ideali che ci hanno unito negli ultimi venti anni, sarà possibile rifondare una grande coalizione politica puntando su precise idee-forza (difesa della famiglia, delle imprese piccole e medie, stare sempre e comunque dalla parte del cittadino, diminuzione delle tasse e incentivi agli investimenti per spingere la crescita,  creare nuova occupazione e determinare il calo del debito) da offrire agli italiani in preda ad un senso di smarrimento e di paura verso il presente ed il futuro. È il presupposto essenziale ed irrinunciabile per ambire a riconquistare quei tanti milioni di elettori che hanno preferito rifugiarsi nell’astensionismo, delusi dalle divisioni del centrodestra o sconcertati da talune posizioni ondivaghe su tematiche sensibili e delicate: citiamo, ad esempio, quelle sull’etica, sull’immigrazione, sulla famiglia. Anche l’incapacità di Forza Italia di mettersi all’ascolto della gente e di darsi un assetto organizzativo rinnovato ma efficace, unendo l’esperienza dei dirigenti attuali e la freschezza di nuovi contributi, ha nuociuto all’autorevolezza del partito. E’ a questo traguardo che dobbiamo guardare con sforzi ed intenti costruttivi e lungimiranti evitando egoismi ed inutili personalismi di corto respiro. Il centrodestra o è unito o non è, e se è unito è autorevole e credibile.

Auspichiamo, pertanto, che il 2015 sia l’anno della rinascita per il centrodestra. Senza dubbio, il primo banco di prova per iniziare bene un nuovo capitolo sarà l’elezione, a quanto pare imminente, del nuovo Capo dello Stato, a primavera le elezioni regionali che vanno preparate con molto impegno, passando per la nuova legge elettorale e le riforme costituzionali. Sono appuntamenti in cui si giocherà il futuro del centrodestra. Tanto più si affronteranno queste cruciali scadenze nel segno dell’unità dentro Forza Italia, i gruppi parlamentari e nel centrodestra, dalla Lega a Fratelli d’Italia e auspichiamo di NCD tanto più la possibilità di diventare nuovamente i credibili competitori della sinistra e di Renzi potrà avverarsi con buone percentuali di successo. Se sprecheremo queste occasioni, la prospettiva politica del  centrodestra e del Paese lasciato alla mercé di una sinistra nonall’altezza del grave compito di guidarlo, sarà più complicata e difficile. Ma noi siamo ottimisti, perché convinti che per uscire dalla crisi della politica c’è un solo modo riportare la politica stessa ad essere primaria e perché sappiamo che il Centro-Destra resta sempre il punto di riferimento della maggioranza degli italiani che vedono nella famiglia, nell’integrità nazionale, nella sicurezza, nella salvaguardia dell’impresa e dell’occupazione il solo modo per dare un futuro ai nostri giovani.

Pertanto, auguri di buone feste a tutti con l’ottimismo che hanno coloro che sono abituati a combattere.

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