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TELEFONATE MOLESTE: SENATORI CONVOCATI ALLE 7 PER VOTARE LA LEGGE-SCUDO

dicembre 11, 2017
by staff
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ANNUNCIO DI MATTEOLI, PRESIDENTE IN COMMISSIONE LAVORI PUBBLICI A PALAZZO MADAMA.          LA RIFORMA CONTRO IL TELEMARKETING AGGRESSIVO VERRA’ LICENZIATA IL 13 ALLA CAMERA

di Ilaria Bonuccelli

“Convocherò la commissione anche alle 7 di mattina. Non ho problemi. Se c’è accordo politico fra senatori, la legge la votiamo”. Altero Matteoli a Palazzo Madama è presidente della commissione Lavori pubblici. E sul finire della legislatura, il senatore di Forza Italia, si assume un impegno importante: correre, veloce, anzi di più, per votare la riforma contro il telemarketing aggressivo prima dello scioglimento delle Camere. Che è dietro l’angolo. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dovrebbe annunciarlo entro la fine dell’anno. Se tutto va bene, alla Camera, la legge contro le chiamate commerciali moleste verrà approvata mercoledì pomeriggio. Al Senato potrebbero restare una dozzina di giorni scarsi per votare la riforma. Eppure Matteoli non si scoraggia. Forse perchè è stato il primo a credere in questa riforma. Il primo a metterla in discussione in commissione Lavori pubblici nell’autunno del 2016, quando il Tirreno lanciò la campagna contro le chiamate moleste. Allora nessuno credeva nella riforma che consentirebbe a tutte le numerazioni di iscriversi al Registro delle opposizioni, estendendo a 117 milioni di utenze la possibilità di dire no a chiamate commerciali, in assenza di un consenso esplicito. Oggi questa possibilità è data solo a 13 milioni di numeri pubblicati negli elenchi telefonici: in concreto è sfruttata da un milione e mezzo di abbonati, poco più dell’1% degli aventi diritto. E anche gli iscritti continuano ad essere tartassati in virtù di regole aggirate e truffe difficili da perseguire. La riforma dovrebbe rendere tutto più complicato. Chiamate e comportamenti scorretti.

Ecco perchè al Tirreno Matteoli conferma la volontà di voler accelerare l’iter per approvare la legge anche al Senato. per la seconda volta, per la verità. La commissione Lavori pubblici, questa riforma, l’ha già votata (in modo definitivo) il 2 agosto 2017. Poi, però, alla Camera il testo è stato modificato per tentare di salvaguardare circa 25mila posti di lavoro di operatori di call center. Si tratta di modifiche concordate con il Senato che dovrebbero essere accettate dalla Commissione Lavori pubblici che ha licenziato il testo originario.

“Le modifiche – conferma Matteoli – appaiono di minima. E soprattutto non comportano spese. Questo ci consentirà di abbreviare l’iter di discussione perchè non dovremo richiedere il parere della commissione Bilancio sul testo”. E soprattutto un del ministero delle Finanze. Una precisazione non indifferente, visto che alla Camera è stata proprio la Commissione Bilancio quella che ha fatto perdere più tempo nella discussione e nell’arrivo alla votazione della riforma.

se mercoledì la legge (il ddl Crosio, dal senatore della Lega che ha redatto il testo definitivo) verrà approvato, il Senato, dunque, dovrebbe sottoporre la norma al parere (consultivo) della commissione Affari costituzionali. In assenza di modifiche rispetto alla Camera – questa è la condizione per poter approvare la riforma – i tempi per votare ci potrebbero essere. A costo di convocare la commissione alle 7. E c’è da crederci. Il 2 agosto, Matteoli la convocò alle 8. Alle 8.13 l’appello. Alle 8.19 la legge era stata votata.

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